ALMA IN VIAGGIO

Dove vanno in vacanza gli spagnoli? Diario da Conil de la Frontera

Se ti stai chiedendo dove vanno in vacanza gli spagnoli, una delle risposte più autentiche è Conil de la Frontera, sulla Costa de la Luz, in Andalusia.

In questo diario ti porto dentro l’atmosfera di questo piccolo paese di mare, tra spiagge, Levante che soffia, tapas e serate andaluse, per raccontarti come vivono davvero le vacanze gli spagnoli.

La doverosa premessa da fare è che di base non sono persona da vacanza al mare classica: mi annoia stare ferma sul telo e sento la necessità di muovermi, che sia anche nella forma di lunghe lunghissime passeggiate sulla spiaggia. Questo è ciò che faccio anche a Cesenatico per intenderci, ed è un ottimo modo per abbronzarsi.

E in effetti il primo impatto con Conil è stato di sentirmi nella riviera romagnola della Spagna:  ristoranti e tapas bar brulicanti di persone di sera, spiaggia intasata di ombrelloni durante il giorno. Famiglie, gruppi di amici, tutte le età convogliate in questo piccolo paesino. E, aggiungo, una nota che sa di Lombardia. Dopotutto ci ho passato gli ultimi undici anni, concedetemi l’osservazione: file per mangiare ovunque. Di sera ma soprattutto a colazione, vera nota milanese: attese al bar per una tostada, per un caffè o ancora per i churros.

Non per niente questo è il luogo di elezione delle vacaciones dei madrileni che fuggono dalla grande città per staccare la spina, senza rinunciare a qualche elemento prettamente cittadino. Conil de la Frontera sta a Madrid come la Liguria sta a Milano.

Però diciamolo subito: gli spagnoli sono nettamente più simili ai romagnoli.

churros Conil de la Frontera
Conil de la Frontera

LE SPIAGGE DI CONIL DE LA FRONTERA: AFFOLLATE SÌ, MA CON VIA DI FUGA

Allora dopo queste prime righe voi mi direte: ma se devo farmi le file esattamente come se fossi a casa, perché dovrei venire fino in Andalusia?

Anzitutto rispondo con una provocazione: se ti stuzzica l’idea di stare senza sentire parlare italiano anche dal tuo vicino di ombrellone, allora questo è il posto giusto. Siamo nel cuore della vacanza spagnola per eccellenza. Qui puoi davvero capire come si divertono e cosa significa per loro essere in vacanza.

La prima volta che mi sono avvicinata alla spiaggia mi sono trovata travolta da una moltitudine di persone armate di ombrelloni, seggioline e contenitori refrigerati per bevande varie. Ho visto questa distesa di ombrelloni colorati e ho pensato che non avrei mai voluto mescolarmi in quel casino. Mi sono sentita a Punta Prosciutto, in Salento, nel 2013: non si riusciva a vedere il mare, tanti erano gli ombrelloni piantati davanti ai miei occhi. In quella vacanza avevo stretto un patto con la focaccia coi pomodorini e ne mangiato più di quelle che fatto bagni.

Così dopo lo smarrimento iniziale mi è stata indicata la via, quella giusta, almeno per me: Playa de Castilnovo. Poco distante, ma quanto basta per respirare, camminare e fare tutte le cose che piacciono a me dello stare in spiaggia.

A volte basta spostarsi di poco, in questo caso attraversare un ponte, per cambiare la prospettiva a tutto. Si lasciano alle spalle le case bianche e si arriva in una distesa di sabbia, punto di incontro tra la laguna e il mare. Sì, perché alle spalle della spiaggia c’è una splendida laguna. Attraversarla la mattina vuol dire camminare direttamente sul fondale del mare e assistere nel corso della giornata al ciclo della marea. Trovo questo fenomeno sempre alquanto affascinante, in quanto grande amante della luna.

Ma la cosa più meravigliosa di tutte è il senso di libertà che ti regala questa spiaggia: puoi sentirti libera di vivere il mare come preferisci. Poca gente e comunque sempre a una distanza tale da sentire i tuoi confini ben delimitati ma anche e soprattutto la tranquillità di farlo. Tipicamente sulle guide turistiche è quella destinata a nudismo e topless, e confermo: è così. Ma la verità è che l’atmosfera in spiaggia in Spagna è molto differente, ed è ciò che amo molto.

È un senso di inclusività e accoglienza che permea tutta la società, molto più forte che in altri paesi, e la vita in spiaggia non fa eccezione: non c’è giudizio, non c’è età, non c’è forma. Ogni corpo vive la sua libertà.

E se questo è naturalmente molto forte nella Playa de Castilnovo, lo riscontri comunque anche nelle spiagge più centrali, Playa de Los Bateles e Playa de la Fontanilla, che si susseguono una dopo l’altra. Sono pressoché totalmente libere (ma non mancano bar e servizi) e questo racconta tanto di come piace vivere il mare agli spagnoli.

Conil de la Frontera

IL LEVANTE A CONIL: IL VERO PROTAGONISTA DELLA COSTA

Amo anche come alla sera, intorno alle 22/22.30, quando la maggior parte delle persone passeggia per la strada principale con le spalle arrossate e in abiti colorati e svolazzanti, si possono riconoscere gli irriducibili della spiaggia che tornano a casa con l’ombrellone sottobraccio e i vestiti pieni di sabbia. Vita lenta, nessun orario se non quelli della natura.

In questa zona per la prima volta ho davvero conosciuto cosa vuol dire vivere con i ritmi dettati dalla natura. Parliamo del Levante. Vento caldo e molto intenso che interessa tutta la Costa de la Luz. La prima volta che l’ho incontrato ero a Tarifa, ma ero di passaggio. Qui invece ho perfettamente capito cosa voglia dire accogliere il vento. I giorni in cui soffia forte si ascolta.

Anche in questo gli irriducibili, a costo di ancorare alla sabbia i loro teli con tutti i mezzi a disposizione, non rinunciano alla spiaggia e al bagno. Non l’ho detto ancora, ma l’acqua è praticamente perfetta, nonostante sia oceanica. Non troppo fredda né tantomeno calda: fresca al punto giusto.

Ecco, in questi giorni di forte Levante si asseconda. Si sceglie di stare comunque in spiaggia, si passeggia (sempre la mia opzione preferita), ci si cimenta in qualche forma di windsurf o surf, ma comunque si rispetta.

Conil de la Frontera
Conil de la Frontera

La sera andalusa a Conil: flamenco, Cruzcampo e divertimento senza età

Se già nella vita da spiaggia si riscontrano tantissime caratteristiche tipicamente spagnole, è la sera che si fanno più evidenti. L’inclusività diventa ancora più forte: il divertimento non è un fatto di età. Che agli spagnoli piaccia divertirsi è cosa certa, ma che questo sia così trasversale è qualcosa di cui sono rimasta piacevolmente sorpresa.

L’ho capito soprattutto una sera assistendo a uno spettacolo di flamenco. Tutti, e dico tutti, cantavano e partecipavano attivamente, anche solo dalla propria sedia. E non solo. Ho assistito a una meravigliosa performance di un gruppo di appassionate bailaoras ultraottantenni prese da un’irrefrenabile voglia di esprimersi. Questo, che per me è stato un momento inedito, fa totalmente parte di cosa significhi essere spagnoli.

flamenco Conil de la Frontera
tramonto Conil de la Frontera

COSA VEDERE A CONIL: BARRIOS FIORITI E QUARTIERE DEI PESCATORI

Allora, adesso vi ho incuriosito a fare un giro da queste parti?

Ah no aspetta, ho ancora qualcosa da dire.

Mi ci sono imbattuta negli ultimi giorni perché ormai ero diventata un’abitudinaria incallita della mia routine a Conil e, come ho già raccontato, ero diventata un gatto, come i due di cui mi prendevo cura.

Esistono due barrios (ovvero quartieri) molto interessanti in cui gironzolare un po’ mentre si risale dalla spiaggia, sempre se lo fate prima del tramonto. Uno è il Barrio de las Flores, in cui ogni strada ha il nome di un fiore. L’altro, e mio preferito, è il Barrio de los Pescadores che, manco a dirlo, è l’antico quartiere dei pescatori.

Perché prima di diventare una meta estiva e divertente, Conil nasce come villaggio di pescatori fondato dai Fenici. Ed è in queste stradine in cui il blu e il bianco la fanno da padrona, che si può respirare le sue origini tra la pesca del tonno e le numerose invasioni.

Gli appassionati di fiori e piante troveranno inoltre tanta bellezza per i loro occhi. Io ci ho trovato grande invidia per il loro pollice verde ma anche tantissimi scorci per fissare quella tranquillità e portarne a casa un po’.

Qui si sente il sapore della storia, della cura e anche della spiritualità. Perché siamo in Andalusia e le immagini sacre sono parte integrante della vita quotidiana e del panorama urbano. E rimanendo in tema di tradizioni, anche la faccenda della decorazione dei numerosi patios qui è una cosa seria: i più belli si fregiano di targhe che testimoniano una delle competizioni sicuramente più sentite da queste parti, ovvero quella del patio più bello. Mi sento di dire che la sfida è parecchio ardua perché ho visto delle vere opere d’arte sotto forma di fiori.

Conil de la Frontera
Conil de la Frontera
Conil de la Frontera

Aggiungo solo qualche ulteriore suggerimento con un’indicazione: questa non si propone come una guida classica, quanto più una guida emotiva. Questo è il modo in cui mi piace raccontare i luoghi e, in particolare in questo caso, non ero lì per vacanza quindi ho vissuto il tempo in modo molto differente.

Vi consiglio una tappa a Conil per poter respirare come vivono gli spagnoli quando sono in vacanza. Le file fanno parte del pacchetto, ma se decidete di affrontarne una, scegliete un ristorante che faccia tonno se lo mangiate: io non ne sono un’amante di solito, ma in questa zona è spettacolare.

Per il resto, la vita da tapas con una birra Cruzcampo vi renderà semplicemente felici.

Mescolatevi agli spagnoli, cercate i loro luoghi di divertimento e godetevi l’atmosfera. Potreste ritrovarvi a cantare canzoni di cui ignorate il significato. Ma dopotutto lo fate tutte le estati quando escono le hit latine.

L’ultima nota, per darvi un’ulteriore idea dell’atmosfera che c’è, la lascio esprimere a Ernest Hemingway che ha definito Conil de La Frontera “el pueblo más bonito de España” , il paese più bello della Spagna, comparandolo a Cojimar, la città cubana che gli ispirò Il vecchio e il mare. Insomma non mi sento di aggiungere altro. 

QUANDO ANDARE A CONIL DE LA FRONTERA

Se vuoi vivere la vera atmosfera delle vacanze spagnole, agosto è il momento perfetto, con il paese pieno di vita e le spiagge animate. Se invece preferisci un ritmo più lento, settembre e i mesi fuori stagione permettono di respirare ancora di più l’anima di questo angolo di Andalusia.

L’Andalusia è un posto meraviglioso. Sono felice di potervelo sempre più raccontare, questo è solo l’inizio.

tramonto Conil de la Frontera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 commenti su “Dove vanno in vacanza gli spagnoli? Diario da Conil de la Frontera”

  1. Maria caterina Daloia

    Racconti e immagini che sprigionano il calore del sole, il profumo del mare e l’accoglienza degli spagnoli…che dire, mi hai fatto venir voglia di andarci…❤️
    Ho apprezzato il “cameo” 😇 sulla mia adorata Puglia…senza didascalie, in effetti sembra proprio “Lu salentu”.

Torna in alto