ALMA IN VIAGGIO

BRISTOL, STREET ART E ATTIVISMO POLITICO: VIAGGIO NELLA CITTÀ OLTRE BANKSY

Chi come me trova nella street art uno dei motivi più forti per lasciarsi attrarre da una città può immaginare cosa abbia significato per me arrivare qui.

Ancora più forte è il fatto che a Bristol street art e attivismo politico convivano in modo quasi inseparabile con la musica e tutto quel fermento urbano che rende la città così viva e stratificata. Ed è forse proprio questo che colpisce appena si arriva: la sensazione di essere circondati da così tanti linguaggi, storie e contraddizioni da dimenticare quasi, per un momento, che questa sia la città di Banksy, perché definirla soltanto così sarebbe profondamente riduttivo. Si può piuttosto dire che è anche grazie a lui se la scena artistica, musicale e politica di Bristol è diventata visibile ben oltre i suoi confini. Da qui, ciò che per molto tempo era stato considerato solo un gesto illegale, ha iniziato a essere riconosciuto come linguaggio sociale e vero e proprio atto politico. 

Ma andiamo con ordine.

CIAO, SONO SERENA

Travel designer esperienziale e travel coach.
Se questo approccio al viaggio ti parla, ti aspetto anche su Instagram.

La scena underground: muri, musica e identità urbana

Bristol è una città molto attiva, ho avuto modo di capirlo dal primo momento in cui sono arrivata. Durante la stessa mattinata si tenevano contemporaneamente tre manifestazioni differenti e nel pomeriggio erano previste le partite delle due squadre di calcio cittadine entrambe in casa. Sicuramente sono capitata in una giornata particolarmente intensa ma, come mi è stato detto: “That’s Bristol.”

Proprio per cercare di entrare al meglio nella sua anima molto variegata ho deciso di partecipare a due tour guidati e sarà attraverso di loro che vi racconterò la città, perché sono stati super interessanti ed entrambi molto coinvolgenti.

Il primo è il Bristol Street Art Tour e ovviamente è dedicato a chi ha una forte passione per l’argomento, come me. Il primo aspetto incredibilmente interessante è che John, la guida del tour, non è semplicemente una guida ma rappresenta pienamente l’essenza della città. Non solo è nato e cresciuto a Bristol ma l’ha fatto con Banksy e tutta la generazione di artisti e musicisti che hanno reso la città il polo culturale e sperimentale come oggi è riconosciuto.

Un racconto della Bristol più underground: non solo murales, ma tutto il contesto che li ha generati. John ti racconta storie in prima persona, parla di episodi, eventi, serate, dj set, lui c’era e la sua passione è palpabile. Personalmente è stato molto emozionante ascoltarlo. Il tour si snoda principalmente nel centro storico, sulla scia dei muri più celebri e attraverso cui raccontare la storia della città e di come la cultura street e underground si sia sviluppata attraverso le decadi.

Oltre la street art, la città è un importante punto di riferimento musicale per la nascita del trip hop, un genere che mescola elettronica, hip hop e atmosfere urbane, di cui principali esponenti locali sono i Massive Attack, Portishead e Tricky.

Come per la cultura artistica, anche quella musicale ha la sua principale ispirazione nell’ambiente prettamente urbano della città: industriale, ricco di contaminazioni e dalla vivace scena notturna.

Stokes Croft, il cuore creativo della città

Il tour termina, e direi culmina, nella zona di Stokes Croft, considerato il cuore alternativo e creativo della città, famoso per la concentrazione di street art, locali indipendenti, studi di artisti e spazi culturali. È una tappa fondamentale non solo per l’arte, ma per entrare veramente in contatto con il tessuto sociale locale.

Viene raccontato, ma si mostra anche in maniera evidente, come un quartiere che resiste alla commercializzazione e alla gentrificazione, tanto da esistere persino un movimento comunitario chiamato People’s Republic of Stokes Croft, nato proprio per difendere lo spirito indipendente della zona. In questa area è possibile anche trovare alcuni dei primi lavori di Banksy, in freehand, molto interessante per vedere come il lavoro dell’artista sia cambiato nel corso dei decenni. Durante il tour vengono raccontati tantissimi episodi e fatti relativi alla vita degli artisti, sui codici di comunicazione della street art e su come stia cambiando profondamente di generazione in generazione.

È un’esperienza che mi sento fortemente di consigliare se venite qui (unico requisito fondamentale: capire bene l’inglese) ma, se siete appassionati, vi consiglio anche un’esibizione che si sta tenendo nella mia Bologna e a cui lo stesso John ha collaborato. Si tratta di Banksy Archive 01 – The School of Bristol, visitabile a Palazzo Fava fino al 2 agosto 2026. Un’occasione per entrare in contatto con la produzione artistica di Banksy non solo attraverso le sue opere più celebri, ma con moltissimi pezzi inediti, parola di John.

Porto, memoria e attivismo politico

Il secondo tour a cui ho preso parte è il Blackbeard to Banksy Ultimate Bristol Walking Tour. Anche in questo c’è naturalmente della street art, essendo una componente fondamentale del tessuto urbano, ma viene raccontata da altri punti di vista, molto collegati con la storia e lo sviluppo della città a partire dal suo porto.

Iniziamo dalla storia più antica: sono numerosi i racconti che legano la città a Blackbeard, Barbanera, il leggendario pirata che secondo molte fonti sarebbe nato proprio a Bristol. Interessante è scoprire il pub più antico della città, The Hatchet Inn, e la particolare leggenda legata a Blackbeard che riguarda la sua porta d’ingresso, vi lascio con la curiosità.

E attraversando i secoli e la storia del porto di Bristol ecco che si arriva a comprendere meglio l’energia attivista che si respira ai giorni d’oggi nella città.

Bristol è stata per secoli una città portuale centrale, e questa identità si sente ancora forte. Anche la presenza della SS Great Britain, ormeggiata qui, ricorda in modo tangibile il passato marittimo e industriale della città. Il porto oggi è più contemporaneo e rigenerato, ma resta simbolico e conserva un passato fatto anche di pesanti eredità.

Infatti per secoli è stato uno snodo centrale della tratta atlantica degli schiavi, e una parte della ricchezza della città è passata anche da lì.

Oggi proprio questa memoria sembra attraversare Bristol in modo evidente: nei dibattiti pubblici, nelle manifestazioni e in una forte sensibilità verso i temi dei diritti umani e della giustizia sociale.

Forse il simbolo più forte di questo rapporto con il passato è stata la rimozione della statua di Edward Colston, mercante legato alla tratta degli schiavi, abbattuta durante le proteste legate al Black Lives Matter del 2020 e letteralmente trascinata a mano e gettata in mare per mano di alcuni manifestanti. Qui a Bristol l’attivismo nasce anche dal bisogno di guardare in faccia la propria storia.

St Nicholas Market e la Bristol storica

Il tour poi prosegue scoprendo un altro importante centro nevralgico, quello storico e commerciale, St Nicholas Market, uno dei mercati più antichi della città. Oggi è ovviamente pieno di modernità, anche se alcuni negozi sono dei veri gioielli da scoprire, ma la sua struttura settecentesca è splendida da ammirare.

Bellissimi anche i trading tables (o nail tables), cioè i vecchi tavoli in pietra dove mercanti e commercianti concludevano gli scambi. Proprio da qui nasce l’espressione inglese to pay on the nail, cioè pagare subito, sul posto.

Il mercato è anche un ottimo luogo dove fermarsi per pranzo e deliziarsi, perché no, con una bella pie, personalmente sempre la mia scelta preferita in Inghilterra. E visto che siamo in vena di consigli gastronomici, l’altra cosa da provare assolutamente da queste parti è il sidro.

Fuori dal mercato si può ammirare l’orologio dell’Exchange, la cui particolarità è avere due lancette dei minuti. Una segna il tempo di Greenwich, quindi l’ora ufficiale di Londra, mentre l’altra conserva il vecchio Bristol Time, che storicamente era indietro di circa dieci minuti rispetto alla capitale. Prima della standardizzazione ferroviaria, infatti, ogni città seguiva il proprio tempo locale, calcolato in base alla posizione del sole. Si dice che questo doppio tempo sia rimasto ancora oggi uno degli inside joke preferiti tra i locali.

Credo sia chiaro che la città mi sia piaciuta molto, anzi moltissimo. Mi ha incredibilmente sorpresa e l’atmosfera che ho respirato mi ha ispirata profondamente. Desidero tornare presto perché merita un tempo più lungo, non fatto solo di esplorazione ma anche di vita quotidiana e di particolari, come piace a me.

Bristol ha un linguaggio molto preciso che si respira tanto nelle strade quanto sui muri, nella sua musica, arte e nella vivacità del porto.

Se volete scoprire un’altra anima completamente diversa dell’Inghilterra, a soli dieci minuti di treno da Bristol potete visitare Bath.  Qui trovate il mio itinerario dedicato.

Per costruire questo percorso mi sono state molto utili anche le informazioni condivise da Visit Bristol, che raccolgono spunti preziosi sulla città e sulla sua scena culturale. Non a caso, quest’anno Bristol è stata inserita da Lonely Planet tra le 50 destinazioni Best in Travel 2026.

 

Connessione in viaggio

Ultimo consiglio tecnico: dato che molti operatori non includono più il roaming gratuito nel Regno Unito, avere una eSIM è la soluzione più pratica per restare connessi. Io da anni utilizzo Saily e, nella mia esperienza, è una delle migliori anche per l’Inghilterra: semplice da attivare e con un plus sul fronte della sicurezza digitale, essendo parte del gruppo NordVPN.

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È proprio questo il tipo di viaggio che amo raccontare e progettare:

luoghi che parlano, che mettono in discussione e che restano addosso anche dopo essere andati via.

Se stai pensando al tuo prossimo viaggio, scrivimi.

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