Qualcuno potrebbe chiedermi: cosa ti ha spinto ad andare a Bath all’inizio di marzo?
Potrei dare numerose risposte, ma mi limiterò a quella vera: ho un conto in sospeso con Jane Austen e per questo volevo andare in uno dei luoghi della sua vita per cercare una risoluzione.
In realtà questo itinerario letterario a Bath è nato più in generale dal desiderio di seguire le tracce di alcune figure femminili che hanno attraversato la città ed ero curiosa di entrare in contatto con il luogo e saperne di più. Non da ultimo, da grande appassionata di Bridgerton e in generale delle serie in costume, poter vedere i luoghi originali di tante location mi piaceva molto come idea.
In effetti appena arrivi a Bath capisci subito che c’è un’aria magica: la sua conformazione, lo stile georgiano e l’atmosfera ti catapultano da subito in un’altra epoca, specialmente se arrivi la mattina presto come ho fatto io. Le strade vuote che lentamente si animano, le serrande dei negozi che si alzano e poi pian piano le persone che si riversano nelle strade.
Camminare per il centro storico è davvero come stare sul set di un film o tra le pagine di un libro, tanto che non parrebbe così assurdo trovarsi accanto una carrozza a un certo punto.
CIAO, SONO SERENA
Travel designer esperienziale e travel coach.
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Bath, città letteraria e palcoscenico sociale
Bath tra il Settecento e inizio Ottocento è stata uno dei grandi centri sociali e culturali dell’Inghilterra georgiana. Nata come città termale, nel tempo è diventata la città dove si andava per vedere ed essere visti.
Era sì un sinonimo di cura e benessere, ma anche di incontro, conversazione, balli, matrimoni, passeggiate e relazioni sociali fino a essere, ancora al giorno d’oggi, un palcoscenico sociale, letterario e cinematografico.
L’intero centro storico è stato dichiarato patrimonio UNESCO ed è riconoscibile per un colore tipicamente simile al miele, accentuato ulteriormente nei giorni di sole che da queste parti, come sappiamo, sono un grande regalo.
Durante il giorno le vie del centro sono un concentrato di persone, turisti per lo più, che si regalano una visita in giornata (dista un paio d’ore da Londra) e, soprattutto durante il fine settimana, può risultare decisamente troppo affollato. Ma come in tutte le città turistiche, è alla sera che succede un’insolita magia: le strade si svuotano e la città si presenta nel suo surreale silenzio.
Nel caso di Bath alcuni scorci sono a tratti inquietanti immaginandoci per qualche secondo di essere nella trama di qualche libro dalle tinte dark, ma è solo suggestione, la città è decisamente un’oasi di pace.
Arrivata qui mi sono concentrata prevalentemente sulle due figure femminili che hanno trascorso una parte della loro vita a Bath, in momenti diversi e in contesti altrettanto differenti, ma che sono diventate parte della storia della città. Nella costruzione di questo itinerario mi sono state molto utili anche le informazioni condivise da Visit Bath, ricche di spunti sulla Bath letteraria e sui tanti festival che la rendono viva durante tutto l’anno.
Jane Austen
La prima è Jane Austen, sicuramente la più acclamata, tanto che ogni anno a settembre si tiene un festival in suo onore tra le sue strade.
La mia relazione con lei, o meglio con la sua letteratura, è alquanto complicata, per questo ho voluto approfondire la sua conoscenza qui, al Jane Austen Centre. Situato in Gay Street, accanto al suo alloggio originario, è un luogo che va oltre la concezione classica di museo ed è piuttosto un’immersione nella vita di quell’epoca oltre che in quella dell’autrice.
Attraverso il racconto di guide attente, e rigorosamente vestite con abiti d’epoca, filmati e numerose curiosità sulle abitudini di quel tempo, si può uscire dall’esperienza con un gran numero di informazioni storiche e culturali.
In realtà Austen trascorre a Bath un periodo relativamente breve, cinque anni (1801-1806). Il rapporto con la città non è completamente positivo per lei, amante della pace della campagna e della vita in natura.
Tuttavia è sicuro che quello che Bath le ha regalato è stato un palcoscenico di mondanità, relazioni ed eventi sociali, perfetto per osservare dinamiche sociali, ruoli, desideri e convenzioni che hanno fortemente influenzato la sua scrittura, in particolare in Northanger Abbey e Persuasione. La città non è stata solo contorno ma parte integrante della struttura della sua narrazione.
Mary Shelley
Diversa invece è stata l’esperienza di Mary Shelley, che trascorse a Bath un periodo ancora più breve (1816-1817) ma di notevole importanza per la sua vita di scrittrice.
Quando arrivò aveva appena 19 anni e stava attraversando uno dei periodi più intensi e dolorosi della sua vita: una relazione fuori dalle convenzioni, numerosi lutti familiari ed era da poco diventata madre.
In questo clima sospeso è proprio a Bath che la sua attività creativa subisce un’impennata grazie al fermento culturale e scientifico della città e alla possibilità di partecipare a numerosi convegni sul tema dell’elettricità e della materia. Quella che era solo un’idea nella sua mente inizia a prendere forma: la scrittura di Frankenstein, il suo capolavoro, diventa realtà.
Per approfondire la sua storia ho visitato House of Frankenstein, un misto tra museo ed esperienza interattiva, piuttosto forte e dark in alcuni tratti, che però racconta molto bene non solo il romanzo ma come sia effettivamente la sintesi della storia personale di Shelley, dei suoi interessi e del periodo storico, soprattutto dal punto di vista delle scoperte scientifiche.
Nonostante Jane Austen e Mary Shelley appartengano a universi letterari e biografici molto diversi, un dettaglio le accomuna e racconta molto del loro tempo: entrambe pubblicarono inizialmente le loro opere più celebri in forma anonima. In un’epoca in cui per una donna esporsi come autrice poteva essere socialmente scomodo, la scrittura restava uno spazio da abitare spesso in silenzio, quasi dietro le quinte.
È questo il tipo di città che amo raccontare: luoghi in cui storia, persone e identità si intrecciano.
Se stai pensando al tuo prossimo viaggio, scrivimi.
Le librerie indipendenti di Bath
Accanto ai luoghi connessi alla vita delle autrici, un’altra esperienza sicuramente molto interessante da fare a Bath è visitare le principali librerie indipendenti della città.
Sono abbastanza sicura che vi verrà naturale perché al di là della passione per la lettura, questi luoghi sono un piacere anche solo per gli occhi e un rimedio istantaneo per rilassarvi.
Topping & Co è sicuramente la più facile da trovare perché in pieno centro, accanto alle terme. Si trova oggi in una nuova sede caratterizzata da scaffali altissimi e scale in legno, molto british. Per la sua posizione centrale è sempre affollata, tuttavia l’atmosfera rende l’esperienza ugualmente memorabile. Ci si può anche accomodare su uno dei divani disponibili e ordinare il tè. Inoltre amano ricordare con una splendida grafica che le loro porte sono aperte a tutti gli animali, adorabile.
Mr B’s Emporium rimane invece più defilata ma è una splendida esperienza da fare, partendo dalla gentilezza del suo personale. Una delle chicche di questa splendida libreria è l’esperienza Reading Spa: ti siedi davanti a una tazza di tè e una fetta di torta insieme a uno dei librai, racconti i libri che ti hanno accompagnato e da quella conversazione nasce una torre di titoli scelti apposta per te. Ci sono degli angoli così belli e curati all’interno dello spazio che ti viene voglia di fermarti a leggere e chiacchierare di libri per ore (per me l’unico limite all’acquisto è stato avere un bagaglio troppo piccolo a disposizione). Senza dubbio la mia preferita.
E concludo con Persephone Books, libreria e casa editrice che si dedica soprattutto alla riscoperta di scrittrici del XIX e XX secolo meno conosciute o oggi poco reperibili. I loro libri con le iconiche copertine grigie e gli interni rivestiti con meravigliose fantasie (e con segnalibro abbinato) sono davvero splendidi. La libreria è un piccolo gioiello e si respira un’attenzione ai dettagli e una grande cura nell’esposizione, ma anche un forte attivismo per i diritti umani. È un ambiente molto stimolante, attivo anche sul fronte di eventi e manifestazioni, se abitassi a Bath mi piacerebbe sicuramente frequentarlo.
Bath da vivere: luoghi e scorci da non perdere
Accanto alla rotta tipicamente letteraria, la città è caratterizzata da alcune tappe assolutamente irrinunciabili per scoprirne la storia, e anche per riconoscere molti set cinematografici. La cosa bella di Bath è che, vista la sua grandezza, tutto è visitabile a piedi nel tempo di una tranquilla passeggiata.
Il Royal Crescent è uno dei simboli assoluti di Bath: una mezzaluna di case georgiane simbolo dell’eleganza aristocratica della città. Racconta la Bath dell’alta società, delle passeggiate, della vita mondana e ovviamente è location di Bridgerton, solo per citarne uno.
Poco distante si trova The Circus, una piazza circolare di cui non si può non invidiare almeno un po’ chi ci vive. La sua conformazione e i cinque grandi platani secolari al centro la rendono la perfetta scenografia di un ideale spettacolo teatrale.
Le Terme Romane sono il cuore originario della città. Bath nasce intorno alle sue sorgenti termali, già utilizzate dai Romani, che di salute e benessere ne hanno sempre saputo parecchio. Da qui nasce anche la sua identità come luogo di cura, ma anche di socialità. La visita è una splendida esperienza per ammirarne la struttura, ma anche per comprendere profondamente la vita e la storia del territorio.
Infine, ma non per importanza, il Pulteney Bridge è uno dei luoghi più iconici di Bath e uno dei pochissimi ponti al mondo con negozi costruiti su entrambi i lati, sul modello del Ponte Vecchio di Firenze. Viene definito uno dei più bei ponti del mondo e non mi sento di dissentire. Interessante come si possa ammirare la vista da entrambe le sponde con un effetto totalmente differente, da provare.
Il rito dell’afternoon tea e Sally Lunn’s
Dopo aver respirato questa atmosfera così regency, non si può lasciare Bath senza aver provato il tradizionale afternoon tea.
Tè, scones, clotted cream, tramezzini disposti su ordinate alzatine sono un’esperienza da concedersi. Si può fare in numerosi locali in città, i più famosi necessitano di prenotazione ma in questo caso mi sento di dire che ne vale la pena.
Menzione d’onore per i famosi buns di Sally Lunn’s, istituzione della città. Si tratta di una tipica brioche che può essere gustata dolce o salata e la cui ricetta fa parte del patrimonio culturale e gastronomico della città.
Non so voi, ma dopo tutte le camminate e le energie spese per la cultura, fermarsi a bere un tè accompagnandolo con specialità locali mi sembra il modo migliore per concludere degnamente questo itinerario letterario a Bath.
Il mio viaggio in Inghilterra non si è fermato qui. Se Bath sembra uscita dalle pagine di un romanzo, Bristol è la città che parla il linguaggio dell’arte urbana e dell’attivismo e l’ho amata molto. Vi porto anche lì.
Consiglio pratico per restare connessi
Ultimo consiglio tecnico: dato che molti operatori non includono più il roaming gratuito nel Regno Unito, avere una eSIM è la soluzione più pratica per restare connessi. Io da anni utilizzo Saily e, nella mia esperienza, è una delle migliori anche per l’Inghilterra: oltre a essere semplice da attivare, offre anche un plus sul fronte della sicurezza digitale, essendo parte del gruppo NordVPN. Se volete saperne di più, qui trovate tutte le informazioni e, se è la prima volta, con il codice SERENA9123 avete anche 5 euro di sconto.
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