Visitare il nord del Portogallo fermandosi soltanto a Porto sarebbe un grave errore.
È proprio nel nord che il paese mostra una delle sue anime più profonde e per scoprirla completamente bisogna uscire dal circuito più classico e spingersi oltre Porto, attraversando il Douro, il Minho e cittadine meno battute ma incredibilmente identitarie.
Anche avendo poco tempo, basta prevedere un paio di gite in giornata per scoprire territori e sfumature completamente diverse. Anche se, come suggerisco sempre, prendersi il tempo per visitare un luogo con più calma resta il modo migliore per entrarci davvero in contatto.
CIAO, SONO SERENA
Travel designer esperienziale e travel coach.
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La valle del Douro: vini e anima del Portogallo
Avete presente il concetto di terroir per il vino?
Quello che beviamo è il risultato di quel territorio, di tutti gli elementi che lo compongono e che la terra assorbe. E l’esempio del vino non è certo casuale perché, appassionati o meno, scoprire la valle del Douro è probabilmente una delle esperienze che più riconnettono alle origini di questo territorio.
Basta spostarsi di circa un centinaio di chilometri verso l’interno del paese per addentrarsi in uno spazio fatto di verde lussureggiante, colline terrazzate e un silenzio rigenerante dopo l’animata vita cittadina. Percorrere la N222, la famosa strada panoramica della valle, è già di per sé un viaggio nel tempo che si arricchisce ulteriormente se si decide di fare tappa in qualche cantina per una degustazione. Si passa dalle grandi aziende alle realtà più intime e familiari, come ho scelto io.
È una splendida occasione per entrare in contatto con la vita del luogo, godere di ottimo vino e, perché no, partecipare anche alla vendemmia se si visita la zona all’inizio dell’autunno. Per completare l’esperienza si può anche fare una breve crociera sul Douro e osservare le colline da un altro punto di vista.
Se vuoi vivere il Portogallo in modo autentico e meno turistico, negli itinerari che progetto parto sempre proprio da questo: creare percorsi che aiutino davvero a entrare in relazione con il territorio e con ciò che stai vivendo.
Braga e Guimarães: storia, chiese e identità del Minho
Spostandosi a nord di Porto, verso il confine spagnolo, si raggiunge un’altra importante regione portoghese: il Minho.
Le città di riferimento, piene di storia (e di chiese!), sono sicuramente Braga e Guimarães.
Camminando per Braga viene quasi da perdere il conto delle chiese che si incontrano, alcune persino nella stessa piazza. Questo perché la città è considerata il principale centro religioso del paese e le origini di questo ruolo sono molto antiche. Girando per le sue strade, però, si incontra anche una certa contemporaneità fatta di negozi, ristoranti e locali. Segno evidente di una città che negli ultimi anni ha visto crescere molto il turismo, pur mantenendo una sua identità precisa. Per me, il luogo che rappresenta meglio la piacevolezza di Braga resta il Jardim de Santa Bárbara, uno spazio di grande tranquillità e bellezza nel cuore della città.
A poca distanza, arrampicato sulla collina, si trova il santuario di Bom Jesus do Monte che, tra gli edifici religiosi della zona, è sicuramente uno dei più suggestivi grazie alla scenografica scalinata che conduce alla chiesa. Come spesso accade nei grandi santuari di pellegrinaggio, anche qui la vista dall’alto si conquista dopo un’intensa salita.
Rimanendo nell’ambito storico, in particolare medievale, Guimarães è a tutti gli effetti un salto nel passato. Il suo centro storico, riconosciuto patrimonio UNESCO, rappresenta uno dei luoghi simbolo della nascita del Portogallo, essendo stata la prima capitale del paese. E, pur essendo anch’essa ricca di elementi contemporanei, la sensazione che si prova girando per le sue strade è quella di fare un salto in un’epoca di cavalieri, castelli e re che ribadivano con orgoglio: Portugal nasceu aqui. Parlando invece dei giorni nostri, quest’anno Guimarães è stata proclamata Capitale Verde Europea, un motivo in più per visitarla.
Viana do Castelo e il Coração de Viana: tradizioni e filigrana
Tra le tante tradizioni artigianali riconoscibili in tutto il paese, una delle più famose è sicuramente quella della filigrana d’oro. Anche se questa tecnica ha origini molto più antiche e non nasce in Portogallo, è proprio nel nord del paese che questa lavorazione ha trovato una delle sue espressioni più riconoscibili.
In particolare, a Viana do Castelo esiste il celebre Coração de Viana, che non si può definire soltanto un gioiello ma un vero simbolo identitario legato alla devozione, all’amore e alla memoria popolare. Viana do Castelo è una cittadina sulla costa del Minho in cui si percepisce immediatamente l’importanza del porto e del mare. Si visita facilmente anche in mezza giornata ma nelle sue strade si avverte qualcosa di profondamente legato alla tradizione. Non a caso la città è famosa per diversi eventi popolari durante l’anno, il più noto dei quali è la Romaria d’Agonia che si svolge ad agosto: una celebrazione che unisce devozione religiosa, musica, costumi tradizionali e spirito festivo.
Un’altra nota di tradizione è rappresentata dalla famosa torta di Viana, un concentrato di zucchero e uova assolutamente da assaggiare, come del resto gran parte della pasticceria portoghese. In tutti questi luoghi del nord è possibile trovare lungo le strade le tradizionali conchiglie che indicano il Cammino di Santiago nelle sue varianti portoghesi.
È sempre suggestivo incontrarne i simboli e incrociare i pellegrini che lo stanno percorrendo. Uno dei luoghi in cui questa atmosfera si percepisce maggiormente, almeno per me, è il Santuario de Santa Luzia che sorge sopra la città di Viana. Il santuario ricorda, per stile e posizione panoramica, la basilica del Sacro Cuore di Parigi e offre una vista molto suggestiva dei dintorni, compresa la costa.
Amarante: una piccola gemma tra il fiume e i dolci conventuali
Non lontano da Porto, la cittadina sorge sul fiume Tâmega ed è proprio la zona intorno al ponte a regalare uno dei panorami più belli della zona.
E mentirei se dicessi che non c’entra anche la presenza, proprio sul fiume, della Confeitaria da Ponte, dove assaggiare alcuni dolci conventuali tipici della zona, differenti da quelli che si trovano in altre parti del paese. Tra questi ci sono i bolos de São Gonçalo, chiamati così in onore del santo a cui è dedicata la chiesa principale della città.
Più conosco e visito il Portogallo, più mi rendo conto che la sua essenza passa inevitabilmente anche attraverso i vini e i dolci tradizionali. Qui il gusto non è soltanto esperienza culinaria: è memoria, territorio, identità. E nel nord del paese questa connessione si percepisce ancora più chiaramente.
Nei miei itinerari cerco sempre di lasciare spazio ai luoghi meno ovvi, alle tradizioni, al tempo lento e alle esperienze che permettono di entrare davvero nell’identità di un paese.
Se vuoi scoprire il mio approccio al viaggio o progettare un itinerario personalizzato, scrivimi.



