La primavera in Andalusia è uno dei momenti più belli dell’anno per visitare questa regione. In primis perché il clima è particolarmente favorevole: il caldo è ancora clemente ma il sole splende e l’atmosfera mette subito di buon umore.
Inoltre è un periodo ricchissimo di festività che rendono la regione ancora più viva e regalano un’occasione unica: quella di avvicinarsi all’essenza della cultura spagnola, e andalusa nello specifico.
Ad inaugurare la stagione c’è la Semana Santa, ma non è che l’inizio. Subito dopo arriva il meraviglioso periodo delle ferias. Se c’è una celebrazione che identifica l’Andalusia agli occhi di molti viaggiatori, è probabilmente la Feria di Siviglia. Ma dietro la sua fama si nasconde una tradizione molto più ampia che attraversa tutta la regione e che trova nella Feria del Caballo di Jerez de la Frontera una delle sue espressioni più autentiche.
CIAO, SONO SERENA
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Cos'è una feria in Andalusia?
La feria è una festa prettamente andalusa fatta di casetas, abiti tradizionali e un’esplosione della voglia di divertirsi degli spagnoli. Partecipare a una feria in Andalusia significa avvicinarsi a una delle tradizioni più sentite del sud della Spagna.
Questo aspetto è molto importante perché, per quanto si possa partecipare in maniera più o meno approfondita, questo tipo di festa rimane squisitamente spagnola perché è qualcosa che fa parte del DNA di questa terra e che da fuori talvolta non si può comprendere fino in fondo. Ma credo che vada bene così, dopo tutto. Fa parte di quell’esperienza di viaggio in cui il desiderio di “vivere come un local” non può mai realizzarsi completamente. E forse è anche questo il bello. Le ferias sono numerose, piccole e grandi, ma unite da un comune denominatore: il divertimento.
Tra le tante ferias andaluse, le più conosciute sono senza dubbio la Feria de Abril di Siviglia e la Feria del Caballo di Jerez de la Frontera, le due protagoniste di questo articolo.
Tra le più famose c’è anche quella di Malaga che si svolge ad agosto e quindi non rientra tra quelle primaverili.
La Feria de Abril di Siviglia
La Feria de Abril di Siviglia è senza dubbio la più conosciuta e quella che ogni anno richiama il maggior numero di persone.
Qui i turisti sono numerosi ma la verità è che l’anima locale è così forte che non ci si fa nemmeno troppo caso. Si svolge tradizionalmente circa due settimane dopo la Semana Santa (aprile è sempre un mese molto ricco di feste a Siviglia!) ma, a differenza delle processioni, ha una sua zona dedicata lontano dal centro storico, al di là del fiume Guadalquivir, nel quartiere di Los Remedios.
La caratteristica della feria è l’esistenza delle casetas, un susseguirsi di stand adibiti a veri e propri ristoranti e locali dove mangiare, bere e ballare. Sono bellissime perché ricche di particolari preziosi e richiami alla cultura andalusa, un vero e proprio salto nella storia. Da visitatore queste casetas sono praticamente inaccessibili ma, in generale, lo sono per chiunque non abbia un invito.
Spesso appartengono a famiglie, gruppi di amici, associazioni o aziende e non sono aperte al pubblico, salvo poche eccezioni. Questo attribuisce alla festa un certo senso di esclusività, non immune da critiche tra gli stessi sivigliani. Tuttavia l’atmosfera che si respira, la possibilità di passeggiare tra le casetas, bere qualcosa mentre si improvvisa un ballo e lasciarsi trascinare dall’energia della festa rendono comunque la feria un’esperienza per tutti.
I festeggiamenti iniziano il lunedì sera con quella che viene chiamata Noche del Pescaíto, una sorta di grande serata inaugurale. Tutti indossano vestiti eleganti e l’atmosfera ricorda più un gigantesco matrimonio che una festa tradizionale. L’inizio ufficiale della feria scocca a mezzanotte, quando la splendida Portada, la monumentale porta d’ingresso che ogni anno cambia aspetto, viene illuminata insieme a tutte le luminarie del recinto. È uno spettacolo meraviglioso da vedere, non troppo diverso dal conto alla rovescia per il nuovo anno. Da quel momento tutto si anima ulteriormente e così sarà per l’intera settimana. Tradizionalmente il mercoledì è uno dei giorni più importanti e frequentati, anche perché coincide con il giorno festivo locale. Dopo l’inaugurazione cambiano anche gli abiti. Se il lunedì tutti erano in elegantissimi vestiti da sera, dal martedì le donne iniziano a indossare i tradizionali abiti da flamenca ed è un vero spettacolo per chi è appassionato del genere.
Un aspetto divertente è che tutta la città si riempie di persone in abiti tradizionali e così, per una settimana, diventa assolutamente normale aspettare l’autobus accanto a un gruppo di flamencas.
La Feria del Caballo di Jerez de la Frontera
Altri grandi protagonisti delle ferias sono i cavalli e ne parlo per introdurre la feria di Jerez de la Frontera, definita appunto Feria del Caballo. Storicamente nota per la sua tradizione equestre, Jerez coniuga nella sua feria i tre elementi che più la rappresentano: cavalli, sherry e flamenco (lo sapete che Jerez è considerata una delle grandi culle del flamenco?). La feria si svolge nel mese di maggio e devo dire che mi ha completamente sorpresa perché, molto più di quella di Siviglia, ho sentito un vero e proprio tuffo nel passato.
Mi sono sentita in un’altra epoca.
Forse perché arrivavo da Siviglia aspettandomi qualcosa di simile e invece ho trovato un’atmosfera completamente diversa. Meno spettacolare, forse, ma anche più rilassata e quotidiana. Una feria che mi è sembrata meno costruita per essere osservata e più vissuta da chi la frequenta ogni anno. A differenza di quella di Siviglia viene spesso considerata più democratica. Anche qui la festa è caratterizzata dalle casetas ma, nella maggior parte dei casi, queste sono accessibili a tutti e questo la rende, a detta di molti locali, molto più fruibile.
A livello di esperienza l’ho trovata sicuramente meno affollata di quella di Siviglia. Possiamo definirla più di nicchia perché non gode della stessa notorietà internazionale ma forse è proprio per questo che l’ho apprezzata ancora di più.
Qui la fanno da padrona i cavalli, i famosi cavalli andalusi, che anche senza esserne un’esperta colpiscono immediatamente per bellezza, eleganza e cura. Nei giorni di feria è possibile fare un paseo, una passeggiata, sulle carrozze (rigorosamente storiche) lungo il viale principale del recinto. Capite perché sembra proprio un salto nel tempo?
Inoltre esiste un ricco programma di appuntamenti dedicati al mondo equestre, tra competizioni, esibizioni e concorsi che si svolgono durante tutta la settimana. Nei giorni della feria si tengono inoltre anche alcuni eventi taurini legati alla tradizione locale, ospitati nella storica plaza de toros della città.
È un tema che oggi divide molto l’opinione pubblica, ma che continua a far parte delle celebrazioni tradizionali di molte città andaluse.
A lato del recinto della feria, e questo vale sia per Siviglia che per Jerez, si trova poi un’area dedicata alle giostre (in Andalusia si chiamano cacharritos), piena di attrazioni, zucchero filato, dolciumi, tiri a segno e tutto quello che contribuisce a creare quell’atmosfera di festa che coinvolge ogni età. Trovo bellissima questa unione di divertimenti perché permette a bambini, ragazzi, famiglie e anziani di condividere gli stessi spazi e le stesse tradizioni.
Vale la pena visitare una feria in Andalusia?
Assolutamente sì se viaggiate in Andalusia in primavera. Non tanto per assistere a uno spettacolo, quanto per osservare una tradizione che continua a essere fortemente radicata e vissuta da migliaia di persone ogni anno.
Al di là delle differenze tra Siviglia e Jerez, la cosa che mi ha colpita di più è quanto queste feste continuino a essere vissute come un momento di incontro, di famiglia e di amicizia. E forse è proprio questo il motivo per cui sono ancora così sentite. Da visitatori possiamo coglierne solo una parte, ma è sufficiente per capire quanto queste celebrazioni siano ancora oggi una parte viva dell’identità di questa regione.
È bello potersi affacciare a questa tradizione e respirarla un po’ più da vicino. In questo gli spagnoli sono davvero molto bravi: riescono a trasformare il divertimento in un’esperienza collettiva che coinvolge intere città.
Una curiosità: il rebujito
Concludo con una curiosità che ho scoperto grazie a una chiacchierata con la mia fisioterapista (è nella vita di tutti i giorni che si scoprono le cose migliori). La bevanda ufficiale della feria è il rebujito, un mix di manzanilla o fino e una bibita gassata al limone.
Sicuramente non un’eccellenza rispetto alla straordinaria tradizione vinicola di questa zona, ma senza dubbio sinonimo di grande divertimento, convivialità e lunghissime giornate di festa.
Se l’Andalusia ti chiama e desideri viverla andando oltre le tappe più conosciute, posso aiutaryi a costruire un itinerario che parta dai luoghi e dal momento che stai vivendo. Scrivimi.



