ALMA IN VIAGGIO

Cosa vedere a Ravenna tra mosaici, Dante, Byron e natura

È proprio vero che quando hai le cose sotto gli occhi rischi di perdertele.

Sono cresciuta a poco più di un’ora da Ravenna e, per tutti questi anni, ci sono stata una sola volta, durante una gita delle scuole elementari. Per questo sono stata molto felice di tornarci da adulta, in occasione di Footprints, uno splendido progetto europeo che promuove un turismo sostenibile in cui un luogo non è solo da visitare e consumare, ma anche da vivere, come un vero residente, anche solo per pochi giorni. Un’idea che assomiglia molto al mio modo di viaggiare e che, proprio per questo, ho sentito subito vicina.

Ravenna incarna perfettamente questo modo di viaggiare. Un’ospitalità tipicamente romagnola, calorosa e gentile, si unisce a un immenso patrimonio artistico, culturale e gastronomico. È una gemma di autenticità a pochi passi dal mare che merita di essere scoperta con calma, lasciandosi guidare non solo dai suoi monumenti, ma anche dal suo ritmo.

Se state organizzando un viaggio, in questo articolo vi racconto cosa vedere a Ravenna attraverso i luoghi che più mi hanno colpita e le storie che rendono questa città così speciale.

CIAO, SONO SERENA

Travel coach, travel designer e narratrice di luoghi.

Attraverso Alma in Viaggio racconto territori, culture e identità locali e progetto percorsi per chi desidera vivere il viaggio con maggiore consapevolezza.

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I mosaici di Ravenna, Patrimonio UNESCO

Il collegamento più immediato con la città è sicuramente quello dei mosaici, che rendono straordinari e unici i suoi monumenti. Se con i Romani il mosaico era utilizzato soprattutto per decorare i pavimenti, con i Bizantini cambia completamente linguaggio: sale sulle pareti e sulle volte di palazzi e chiese e diventa uno dei principali strumenti per raccontare il sacro.

Anche i materiali cambiano: dalle pietre naturali si passa alla pasta di vetro. Le tessere vengono posate in maniera leggermente irregolare così da permettere alla luce di riflettersi in modo diverso su ciascuna di esse. È proprio questo che rende i mosaici ravennati così vivi. A seconda dell’ora del giorno e della luce che entra dagli edifici, sembrano cambiare continuamente.L’utilizzo del vetro, della luce e dell’oro richiama la tradizione artistica dell’Oriente bizantino e contribuisce a creare quell’atmosfera sospesa che vuole evocare il divino. Forse è proprio questo incontro tra Oriente e Occidente a rendere i mosaici di Ravenna così affascinanti ancora oggi.

Gli otto monumenti paleocristiani riconosciuti come Patrimonio UNESCO sono il Mausoleo di Galla Placidia, la Basilica di San Vitale, il Battistero Neoniano, il Battistero degli Ariani, la Cappella Arcivescovile, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Mausoleo di Teodorico e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, situata a circa otto chilometri dal centro storico.

Sono il primo motivo per visitare Ravenna e, molto probabilmente, anche quello che farà nascere la voglia di approfondire ancora di più l’arte del mosaico.

Dove scoprire l'arte del mosaico

Per farlo si possono visitare alcune delle botteghe sparse per il centro storico, ma anche appena fuori città, e mettere letteralmente le mani in pasta (di vetro), partecipando a laboratori per realizzare gioielli, calamite o piccoli mosaici ispirati alle grandi opere ravennati. Sono attività molto divertenti per i più piccoli, ma nelle quali anche gli adulti finiscono facilmente per lasciarsi coinvolgere. Richiedono pazienza, precisione e concentrazione e si trasformano quasi in un momento di meditazione. Provare per credere.

Per scoprire invece l’evoluzione dell’arte musiva, e capire come da forma di artigianato sia diventata una vera e propria espressione artistica, il posto giusto è il MAR, Museo d’Arte della città di Ravenna. Situato nell’ex monastero dei Canonici di Santa Maria in Porto, ospita una collezione che va dall’arte antica a quella contemporanea ed è anche la sede della Biennale del Mosaico Contemporaneo, che si svolge ogni due anni.

Ravenna e Dante: gli ultimi anni del Sommo Poeta

Ma Ravenna non è solo mosaici. È anche un luogo di ispirazione, creatività e tranquillità. E forse è proprio per queste caratteristiche che, nei secoli, è diventata casa, per periodi più o meno lunghi, di alcuni personaggi straordinari.

Il più famoso è sicuramente Dante Alighieri che, dopo l’esilio da Firenze e un lungo girovagare per l’Italia, trovò proprio a Ravenna un luogo sereno dove trascorrere l’ultima parte della sua vita e ricongiungersi con la sua famiglia. Fu proprio qui che completò il Paradiso, portando a termine la Divina Commedia. E pensando ai mosaici della città, dove è la luce a dare vita a ogni immagine, è quasi inevitabile tornare con la mente ai suoi ultimi versi: l’amor che move il sole e l’altre stelle.

La sua tomba è visitata ogni anno da persone provenienti da tutto il mondo e la Zona del Silenzio, l’area pedonale a lui dedicata, racconta attraverso i luoghi in cui visse molto della sua permanenza ravennate. Qui si incontrano il Quadrarco di Braccioforte, la Basilica di San Francesco, il Museo Dante, la Casa Dante e gli Antichi Chiostri Francescani.

In pochi metri è possibile fare un incredibile viaggio nella storia del Sommo Poeta e, ogni sera, davanti alla sua tomba, partecipare alla lettura perpetua della Divina Commedia, L’ora che volge al disìo.

Un altro luogo che merita sicuramente una visita è la splendida Biblioteca Classense. Anch’essa situata in un ex monastero camaldolese, oggi custodisce un importante patrimonio librario e le collezioni dantesche. Nell’antico refettorio del monastero si trova la Sala Dantesca, destinata a conferenze e letture pubbliche, mentre merita una visita anche la splendida Aula Magna, l’antica biblioteca monastica recentemente restaurata.

Sulle tracce di Lord Byron a Ravenna

Anche Lord Byron trascorse circa due anni a Ravenna, ospite di Palazzo Guiccioli, dimora di Teresa Guiccioli, la donna di cui si era innamorato e che lo spinse a lasciare Venezia per raggiungerla. Arrivò con il suo curioso seguito di animali, tra cui cavalli, cani, una scimmia e perfino un corvo, e trascorse lunghi periodi cavalcando nella pineta ravennate. Anche per lui gli anni trascorsi qui furono un periodo di grande serenità e intensa produzione creativa.

Fu proprio a Ravenna che approfondì il suo legame con Dante, al quale dedicò The Prophecy of Dante, contribuendo a far conoscere il poeta fiorentino anche al pubblico inglese. Continuò inoltre la stesura del Don Juan e si avvicinò agli ambienti della Carboneria, condividendone gli ideali di libertà.

Palazzo Guiccioli ospita oggi il Museo Byron, un bellissimo percorso interattivo dedicato alla vita del poeta e al suo periodo ravennate, insieme al Museo del Risorgimento, che permette di comprendere meglio il clima politico e culturale di quegli anni.

Vivere Ravenna con lentezza

A rendere l’esperienza ravennate ancora più autentica è anche la dimensione raccolta del suo centro storico. È una città che invita a essere vissuta lentamente: a piedi o in bicicletta, il mezzo di trasporto per eccellenza in queste zone, fermandosi per un caffè in piazza, entrando in una libreria indipendente o concedendosi un pranzo senza fretta.

Una città tranquilla ma di grande personalità, proprio come i suoi abitanti.

Il mare, la Pineta di Classe e il Delta del Po

A soli dieci chilometri dal centro si raggiunge facilmente la costa, con Marina di Ravenna, Punta Marina e le altre località della riviera. Nel 2026 Ravenna è stata nominata Capitale Italiana del Mare, un riconoscimento che testimonia il profondo legame tra la città e il suo litorale. La costa è raggiungibile anche in bicicletta grazie alla rete di piste ciclabili o con i mezzi pubblici, rendendo semplice trascorrere qualche ora tra spiaggia e natura.

Uno dei luoghi più affascinanti è senza dubbio la Pineta di Classe. Secondo la tradizione, proprio questa foresta avrebbe ispirato a Dante la “divina foresta spessa e viva” del Purgatorio. Secoli dopo anche Byron la amava profondamente e vi trascorreva lunghe cavalcate. Ancora oggi è uno dei luoghi più belli per passeggiare, pedalare e immergersi nel paesaggio che circonda Ravenna.

Per chi ama la natura, i dintorni della città offrono scenari estremamente diversi tra mare, pinete, zone umide e il Parco del Delta del Po. Qui è possibile osservare fenicotteri rosa e numerose specie di uccelli migratori, mentre il paesaggio cambia continuamente con il susseguirsi delle stagioni. Un’altra ragione per fermarsi qualche giorno in più.

Cosa mangiare a Ravenna

E infine il cibo, che in Romagna è parte integrante dell’esperienza di viaggio. Si parte naturalmente dalla piadina, che in questa zona è più alta rispetto a quella riminese e viene tradizionalmente servita con prosciutto crudo, squacquerone e rucola.

Da non perdere anche i cappelletti, da gustare in brodo o al ragù, magari accompagnati da un bicchiere di Sangiovese. La cucina ravennate offre ottime proposte sia di carne sia di pesce ma, se dovessi consigliarvi un dolce, sceglierei senza dubbio la zuppa inglese, che da sempre è il mio preferito. Secondo una delle tradizioni locali, il suo nome sarebbe legato proprio alla presenza di Lord Byron a Ravenna.

Cosa posso dire di portarmi a casa da questa settimana in giro per Ravenna? Che non serve andare dall’altra parte del mondo per lasciarsi sorprendere. Basta tornare in un luogo che pensavamo di conoscere già e concedergli, finalmente, il tempo che merita.

Per conoscere le esperienze, gli itinerari e gli eventi organizzati in città e nei suoi dintorni, vi consiglio di consultare anche il sito ufficiale dell’ente del turismo, Visit Ravenna.

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